Neuerscheinung: La morte e il sepolcro di Pietro

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Italienische Übersetzung von "Blutzeuge - Tod und Grab des Petrus in Rom" im Vatikanverlag

Das längst vergriffene Buch von Christian Gnilka (Münster), Stefan Heid (Rom) und Rainer Riesner (Dortmund) über die Anfänge der römischen Märtyrer- und Apostelverehrung liegt nun in Italienisch vor. Der Schnell und Steiner-Verlag gab freundlicherweise die Konzession. Die von allen Autoren gewünschte und vom emeritierten Papst gern angenommene Widmung der italienischen Ausgabe lautet: "A Sua Santità Benedetto XVI, con profonda gratitudine e venerazione". Ein großer Dank geht seitens der Autoren auch an Don Costa und Don Merola von der Libreria Editrice Vaticana, die für die Finanzierung und vorzügliche Betreuung des Bandes einstanden. Die Übersetzung wurde von Ilenia Gradante angefertigt.

Das Paperbackbuch umfasst 247 Seiten, ist bebildert und kostet 16,- Euro. ISBN: 978-88-209-9164-7.

Eine Bestellung ist über den Buchhandel oder direkt (Direktbestellung) möglich.

ZENIT wirbt für das Buch. Danke!

Das Magazin Il Vaticanese wirbt für das Buch. Danke!

Das Buch geht weit über den bloßen Titel - Tod und Grab des Petrus - hinaus, sondern nimmt das Schicksal des Apostelfürsten lediglich zum Anlass, um umfassend die Anfänge der Märtyrerverehrung seit dem Tod des "ersten Märtyrer" Christus bis zum Anfang des 4. Jahrhunderts nachzuzeichnen. 

Umschlagtext:

"Il libro è l'edizione italiana di Blutzeuge. Tod und Grab des Petrus in Rom (Schnell und Steiner, 2010). Presenta tre relazioni di un Convegno organizzato dall'Istituto Romano della Società di Goerres presso il Campo Santo Teutonico nella primavera del 2010 e dedicato al tema 'Pietro a Roma'. Nella brevità della trattazione, gli autori sperano di offrire un contributo significativo al dibattito. Il Convegno partiva dalla tesi provocatoria secondo cui Pietro non sarebbe mai stato a Roma, non vi sarebbe dunque neanche morto e, di conseguenza, a Roma non esisterebbe nessuna tomba dell'apostolo. Simili opinioni, di per sé note da tempo, trovano seguaci anche in tempi più recenti, addirittura tra i cattolici, i quali però dovrebbero essere orgogliosi di custodire nella Città Eterna il sepolcro di Pietro in Vaticano ed il sepolcro di Paolo sulla via Ostiense e di poterli mostrare ai visitatori di tutto il mondo.

Gli autori vincolano la loro risposta alla storicità del martirio dei principi degli apostoli. Ciò non va nella direzione di una apologetica rimessa in auge da vecchie tesi; piuttosto si tenta una metodica controanalisi, il cui elemento propulsore è la passione per la verità della storia: la volontà di considerare seriamente gli individui nel loro destino di vita, anche quando per noi essi si concretizzano solo nella dimensione letteraria; il proposito di comprendere l'Essere invece di perdersi in deboli possibilità di pensiero; il tentativo di vedere la storia da una prospettiva globale, invece di ridurla ad arcipelago di ipotesi".